Interno cucina. Sono le sei e mezza del mattino, fuori
piove, fa un freddo non irrilevante e io sono alle prese con la moka
(brivido..). Però canticchio e sono allegra. Il perché non rileva ai fini di
quello che segue, dunque ometto (guardate che si è sentito forte e chiaro il
sospiro di sollievo). Accendo il pc e decido di pubblicare su feisbùc una frase
spensierata, da primavera in arrivo: "le donne belle sono quelle
felici". Chiudo e vado a farmi la doccia. Arriva il messaggione. "Lei
è felice? Solo gli imbecilli sono felici" con annessa fonte: Loredana
Berté. Non voglio neanche sottolineare il fatto che, posto che dia lustro
effettivo a quel che sta dentro il citato, se la fonte fosse stata de
"l'uomo che ignaro di tutto sta portando il cane a spasso, in questo
momento, proprio sotto casa tua" probabilmente mi avrebbe confortato di
più. Rispondo: "Beh dai, mettiamola così. Facciamo che la felicità è una
scelta. Consapevole. Come tutte le scelte richiede fatica intellettuale, dunque
non è cosa da imbecilli" faccetta sorridente e penso mavaffanculo va, tu e
le masturbazioni mentali. Vivi, cretina.
Mentre sono impegnata nella delicatissima operazione
di farmi due righe dritte sopra gli occhi, arriva la risposta. Sospirosa.
"Magari la felicità fosse sempre una scelta (dimostrando chiaramente che
non ha capito niente di quel che le ho detto) un certo F. Gump (come dire, ti
sto portando la parola di uno forte, mica straccioni tipo Kant) diceva che la
vita etc. etc. (tanto 'sta cosa dei cioccolatini la sanno pure i morti e quindi
basta un cenno e la ripetiamo tutti insieme, tipo rosario). La felicità totale,
cara Dotty, per me è un'utopia”.
Dovrei mollarla lì. Chiunque minimamente sapido di
testa, avrebbe ignorato il tutto e sarebbe andato a mangiarsi, contentone, un
cornetto alla marmellata. Io, invece, insIpida, mi intestardisco. E
rispondo: "Verissimo. Ma sottolineo che parole come "totale" o
"persempre" per quanto suonino dolci hanno un senso relativo
pronunciate da noi che, comunque vada, è certo che "persempre" non
siamo. Quindi, ma non lo scrivo, smettila co' sta gnagna melodrammatica che il
tempo vola e, praticamente domani, sei morta. Qualunque cioccolatino ti sia
capitato.
Ma la risposta. Quella giusta e quindi non mia, mi
arriva su uozzàp, da Lei *che non ne sbaglia una:
“Le donne belle sono quelle che non rompono il cazzo agli altri".
A margine - e quelle che a ripetizione, trecento volte
al giorno, postano mi manchi, muoio,
(ma evidentemente mai sul serio) il
freddo non è fuori, è dentro di me ? (che tu ti devi fratturare le dita per
non rispondere "prova a ingoiare una sciarpa, magari funziona). Basta.
Ebbasta no? Avete davvero sfrantecato i maroni (Il kovalski, cit. e graziediesistere). A furia di piangervi
addosso, vi verranno i reumatismi a trent'anni (che non è una bella cosa eh),
mentre la vita, quella vera, che se ne frega dei lamenti e ti stende quando le
gira e solo perché le gira, vi trotterella via veloce, canticchiando
soave "io mica ripasso eh, ciao sceme”.
* Lei è Chérie Amanita (al momento la sua splendida casa qui è chiusa, ma io ci passo tutti i giorni, perché non si sa mai, magari decide di tornare…). Ma è anche la Valez e, soprattutto, l’amoremio (ciao frangetta :*)
* Lei è Chérie Amanita (al momento la sua splendida casa qui è chiusa, ma io ci passo tutti i giorni, perché non si sa mai, magari decide di tornare…). Ma è anche la Valez e, soprattutto, l’amoremio (ciao frangetta :*)
