Una
sera troverai dei vecchi biglietti in un cassetto. Per leggerli, sfilerai i
nostri dischi dalla loro custodia e guarderai la nostra storia sfilare nella
tua testa.
Allora
sta’ zitto e dolcemente posa un dito davanti la tua bocca. Lotta. Cancella dai
ricordi le parole che ci hanno ferito. Brucia le immagini che ci hanno portato
a rifugiarci nella solitudine.
Ascolta
quello che rimane di noi.
Immobile
e in piedi, fai un minuto di silenzio.
Quel
che resta di due cuori immensi e del nostro amore folle.
E
quando ci pensi, in ricordo di noi, fai un minuto di silenzio.
Senti
il trascorrere delle mie notti bianche nei cerchi blu della tua sigaretta.
Questo
minuto di silenzio è per noi due.
Ascolta
ciò che resta di noi.
E,
immobile, in piedi, fai un minuto di silenzio.
In
memoria di noi.
(Michel
Berger. Il minuto di silenzio)
L’ho
scelta perché gli amori pazzi finiscono. Sempre. Ed è persino bello che sia
così. Ma bisogna saperli non dimenticare. Un minuto ogni tanto, nella vita di
poi. Un breve istante di quella magica follia per amare di più chi ci sta
accompagnando o sta chiamando il nostro nome.
A
margine. La traduzione è mia e non è letterale. Perché la poesia non si può
tradurre col vocabolario in mano. Quindi storpiature, errori, sbavardi vari e
visionari sono da attribuire a me e solo a me (visto mai mi piomba qui qualche
raffinato intenditore di Michel Berger, magari pure francese).
Non
proprio a margine: per “uno.nonqualsiasi” – se passi di qui
(chissà magari): ho fatto tutto per bene. Niente roba ricordata a memoria,
storpiando titoli (come per certi film che sai). Ne sono certerrima. Pffff che
fatica cercare di piacerti :)
[e doveva essere una sorpresa, ma poi le cose vanno sempre come non ti immaginavi. Per fortuna. Due punti. Asterisco.]
[e doveva essere una sorpresa, ma poi le cose vanno sempre come non ti immaginavi. Per fortuna. Due punti. Asterisco.]
